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L'Ultima Notte

L'ultima notte Mangiamo distratti un piatto di pasta al pomodoro per cena, mi chiede dell'ufficio, le reazioni dei dipendenti, se si è saputo di noi chiusi nell'ascensore e se ridono. Parliamo del nuovo governo, della donna al ministero dell'integrazione, primo ministro di colore nella storia della Repubblica. Mi fa vedere alcune cose che ha scritto in rete sui vari blog, su Twitter, su Facebook. Poi andiamo a letto. Guardo il soffitto e le dico: «Domani torno a casa mia». «Non dirai sul serio, spero! Come fai a tornare in quel vicolo cieco? Vai avanti, fammi il favore, guardati attorno, hai ancora tante cose da fare, sei una persona in gamba con tanta energia e tante risorse, non rovinarti la vita. Puoi avere tutte le donne che vuoi, basta che ti liberi dalle tue paranoie. Guarda Dorotea, è cotta di te, perchè non te ne accorgi? … No, non dirmi? Ci sei andato a letto? Quando ho fatto il suo nome hai avuto uno scatto! Non ci posso credere! Bene, sono con...

Al Lavoro

Al lavoro Il sole entra prepotente dalla finestra, Luisella si scuote e apre gli occhi felice. Inesauribili sono le risorse dell'essere umano, penso io. Avrebbe tutte le ragioni per piangere e deprimersi, per fare il lutto per la delusione del suo amore, e invece gli occhi straripano di felicità. Mi preparo per andare al lavoro, le lascio le chiavi di casa. «Fai quello che vuoi» le dico. Non ha ancora deciso, ha bisogno di tempo. Va bene, non c'è fretta. Arrivando in ufficio mi domando come dovrei affrontare Dorotea. Mi accorgo che alcuni dipendenti sono alla sua scrivania, le fanno corona e guardano lo schermo del suo computer divertiti. Immagino già di che si tratta e mi muovo per sorprenderli alle spalle. Non mi sbagliavo: guardano le immagini riprese dalla telecamera di me e Luisella che usciamo dall'ascensore. «Buongiorno» dico ad altra voce ad un paio di metri di distanza. «Dottore ma che ha combinato venerdì notte nell'ascensore?» sfotte Dorote...

La cresima

La cresima Arrivo presto in chiesa. Ci sono già molte persone, tutte eleganti, le donne sono sfilate di moda, il chiacchiericcio è continuo e insopportabile. Il parroco ripete continuamente l'invito al silenzio aumentando così il rumore di fondo. Qua e là ammiro qualche uomo in silenzio, ma donne e giovani sembrano pervasi dalla frenesia di dare le ultime importanti disposizioni prima di un lungo viaggio. I giovani maschi sono tanto vanesi quanto le donne, vestitini firmati, capelli alzati a cresta con il gel abbondante. Le ragazzine mostrano con orgoglio la recente abbronzatura delle gambe e delle schiene e del seno. Le donne mature vestono allo stesso modo delle giovani e allo stesso modo mostrano molto di ciò che invece sarebbe conveniente nascondere. Pelle rugosa e spessa, gambe deformi, rotoli di grasso che sfuggono ribelli ai vestiti stretti. Sul fondo della chiesa c'è un bel mosaico, moderno ma di stile bizantino, al seguito di quella moda che ha riscoper...

Il sogno

Il sogno Mi siedo nell'ultimo banco e senza accorgermene mi addormento. E dormendo sogno. Una terra desolata e triste, di rifiuti e alberi bruciati. Qualcosa si muove, polvere su polvere si raccoglie, le ossa crescono, si allungano, si articolano, sulle ossa i tendini, la carne, i muscoli, la pelle. Stanchi e a fatica vecchi deformi si alzano dalla polvere, malati, feriti, storpiati, consumati dall'ultima fatica del morire. Alzandosi la pelle si distende, i muscoli ritrovano vigore. Quando sono in piedi sono splendidi giovani atleti, vestiti di bianco fino ai piedi nudi. Alcuni qua, altri là, a decine sparsi, centinaia, migliaia, milioni. Un raggio rasoterra del sole che sorge cattura la loro attenzione indicando la via sulla quale si incamminano, affrettano il passo, corrono in fiumi immensi. Gli uomini cantano marce militari cadenzate e potenti, alle quali le donne rispondono con note leggere, quasi lieder di altre epoche. Gli uomini corrono pesanti con passo ...

Il buco 4

Il buco 4 Il cellulare ha finito la carica, non so più che ore siano. Forse mezzanotte, forse le due. Sono stanco e di tanto in tanto mi accorgo che assopisco. La voce di Luisella mi coglie di sorpresa: «Ho freddo.» Faccio per sfilarmi la giacca ma lei mi interrompe: «Non se parla neppure, almeno di questo dobbiamo essere convinti: che femminismo e cavalleria sono incompatibili!» Mi si avvicina dunque e mi si raggomitola addosso, con la mia giacca ci copriamo ambedue, con la sua giacca si copre le lunghe gambre lasciate nude dalla minigonna e dai collant ammucchiati in un angolo dell'ascensore inzuppati della nostra orina. Il calore del suo corpo mi penetra e mi accorgo che un po' di freddo lo avevo anch'io. Da quanti anni non stringo così una donna, da quanti anni non ne sento il cuore e il respiro? L'amore delle prostitute è un amore senza tenerezza, consumato anonimo e in fretta. Luisella tra le mie braccia è come un concentrato di tutta la tenerezza ch...

Il buco 3

Comincio ad essere stanco di stare in piedi e decido di lasciarmi scivolare sulle pareti dell'ascensore fino a sedermi. Luisella fa lo stesso, ci dobbiamo arrangiare per incrociare le gambe ed evitare i suoi tacchi sul mio inguine. Che cosa succeda là fuori comincia ad impensierirmi: ci vuole tanto a rintracciare l'assistenza? A mettere in funzione un generatore d'emergenza? O eventualmente ad aprire manualmente le porte? Penso che se è stata Dorotea a combinare il tutto, sta superando i limiti dello scherzo simpatico e faremo i conti appena uscirò. D'altra parte al momento non posso verificare nulla, anzi, continuando ad accendere il cellulare per controllare l'ora e se ci sia rete, sto consumando la batteria. Credo che l'ipad di Luisella sia già scarico, perchè non lo estrae più dalla borsetta. Da alcuni fori dal fondo salgono spifferi di aria gelida che odora di olio. Forse è un po' fastidiosa ma almeno non corriamo il rischio di finire l...

Il buco 3/1

Il buco 3/1 «Il mondo è pieno di violenza e noi abbiamo la possibilità di cambiare, di dire basta!» La voce di Luisella viene dal buio, come una canzone antica, puro suono senza volto: «La violenza mantiene le relazioni di potere, è la violenza del potere e si esprime anche con il controllo dei corpi, perchè anche il corpo è merce che deve obbedire alle regole del mercato. Io in quanto donna devo stare dentro ai ruoli che mi vengono imposti, non posso dire NO, non posso scegliere. Non sono una persona, un individuo con una volontà che può realizzarsi. Sono solo in quanto ho un ruolo di cura, in funzione dell'uomo, in una relazione strutturata dalla cultura patriarcale. Ecco perciò che se mi rifiuto, se mi nego, scateno la violenza: fino al femminicidio, allo sterminio delle donne che rifiutano la sottomissione, che alzano la testa. Ecco che gli uomini, spaventati reagiscono e scatenano la repressione perchè sentono minacciato il loro potere, la loro identità, il loro ruol...

Il buco 2

Il buco 2 «Allora, vuole che parliamo di femminismo?» La sfida di Luisella mi giunge dal buio, sento il suo respiro, il suo profumo, il calore del suo corpo. Immagino il seno perfetto come le generose scollature l'hanno mostrato. Vorrei allungare la mano e stringerlo, sentirlo, accarezzarlo, leccarlo. Mi fermo a metà, intimorito da cosa può pensare o dire. «Quando ero giovane avevo diverse amiche femministe, andavamo molto d'accordo. Più con loro che con le ragazze della parrocchia, nonostante io fossi un cattolico militante a tempo pieno.» «Davvero? Non lo avrei mai immaginato.» «Che da giovane fossi impegnato in politica?» «No, che lei avesse avuto amiche femministe. E come è andata, cosa facevate, di cosa discutevate?» «Erano delle ragazze in gamba, si erano prese un appartamento in un quartiere malfamato, una specie di comune. Andavo a trovarle, mangiavo la pastasciutta da loro. Una volta a tavola c'era una giovane ragazza, una prostituta con cui a...

Il buco nero

Venerdì, ultimo giorno di lavoro per Luisella. Ho un magone che neanche quando litigavo con la morosa. La guardo e cerco di trovare le parole per dirle che non le rinnoviamo il contratto. Glielo dirò lunedì. Oggi non mi va. Le lascio fare il fine settimana tranquilla. L'happening di ieri è stato favoloso. In un mondo normale le darei un premio, la passerei di livello. Invece la liquido. La liquidiamo. Se non lo facessi destabilizzerei tutta l'azienda. Va così. La guardo muoversi per l'ufficio come una tigre nella savana: una tigre sazia e sicura, che passeggia fiera, non una tigre in cerca di preda. I suoi occhi verdemarino, freddi, crudeli, dolci, misteriosi. È tornata con la massima naturalezza all'abbigliamento casual-femminista. Riordina la scrivania e si avvia all'ascensore, la seguo e mentre sto per entrare colgo lo sguardo di Dorotea. Le strizzo l'occhio e mi infilo dentro mentre Luisella preme il tasto del piano terra. « Bella impresa i...

Accidenti se è figa

Accidenti se è figa! Questa sera abbiamo l'happening, un rinfresco a cui casualmente arriva un certo numero di persone note e di giornalisti e paparazzi senza sapere che è l'inaugurazione di una linea di collant. Tutto per caso, flash, auto, brillantini, tutto per caso e tutto ben pagato. Sono un po' preoccupato per come Luisella si presenterà, per cui mi guardo attorno tra i locali vuoti e i camerieri che imbandiscono i tavoli sapendo che il nostro lavoro è all'esame finale e il risultato dipende ormai tutto da tre persone: io, Dorotea e Luisella. Tuttavia di fatto ormai io e Dorotea abbiamo poco da fare, dobbiamo solo controllare che tutto fili liscio, prendere nota di eventuali errori da evitare per il futuro, se possibile fare promozione con qualche futuro cliente, insomma noi basta che ci siamo. Ma la riuscita finale dipende ormai da Luisella, è lei che deve tenere conto degli orari di arrivo degli invitati, essere a disposizione per eventuali imprevist...