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 09/01/2022 Risplende il sole, spande gioia tra alberi e rocce. Non gode il viandante sempre straniero su sentieri senza nome. Tentato di resa ad ogni passo resiste invece, canta e cammina. Compagno soltanto di lupi e alberi, deriso dalla gente, scommette folle sulla Bontà Infinita. E vince!     18/02/2019   A chi posso dire che mi manchi, Tu che di me non vuoi sapere? A chi posso dirlo se non alle stelle Umili e attente Ad ogni lacrima perduta? Ed ascolto l'eco Del mio lamento.  

Nostalgia 1

Cosa stiamo perdendo Attendendo distanti Questo tramonto? Cosa perdiamo Lasciandoci sorprendere Soli dall'alba? Soli comunque Anche nella folla Di folli amanti. Cosa stiamo perdendo Cuore mio, piccola mia? Quel tesoro Che dona il perdono, Quel tesoro di gioia Cuore mio, piccola mia, Se ne va consumato Da inutili, stupidi rancori.

Quanto costa

Scoprirai quanto costa ridere quando vorresti piangere, combattere quando vorresti morire. Scoprirai quanto è triste la mia gioia, quanto amara la mia tristezza. Quanto è faticoso svegliarsi senza speranza, dormire senza sognare. Perchè è più facile correre senza gambe, lavorare senza mani, vedere senza occhi, che vivere con un cuore malato.

Notte nuda

Notte luci auto che corrono nostalgia di qualcosa di nulla nessun ricordo nessun oggetto nè speranza di alcunchè ma soffri pur nudo disperato perduto soffri attendendo chi non può arrivare chi non verrà non sarà parli alla notte e la notte viva risponde senza parole come nessun uomo risponde come nessuna voce parla che farò dunque dell'angoscia che mi copre come mare lascerò volare il dolore nella notte senza stelle sussurrare tra false luci suggerire alle nubi e al vento alla polvere e al nulla parole che restino quiete certe libere parole che dicono dolori che curano sguardi che rallegrano

Novembre

Dormono i campi gonfi di pioggia, uccelli bianchi dalle lunghe zampe passeggiano nei fossi, il pulmino della scuola raccoglie bimbi assonnati.

lassù

Lassù una nube sola attonita brucia nel tramonto. Se sopporti la fatica di durare è perchè speri di finire.

occhi di bimba

Che te ne fai di quegli occhi di bambina e quei pensieri e quei ricordi così pieni di rimorsi? Il vento tradisce e non lascia traccia. Fu il sogno troppo grande oppure forse l'attesa troppo breve?

Fuga

 Poichè abbandoni domande sul cuore, ti dico che fuggo dalla tua bellezza. Non mi spaventa perdere me ma smarrire te. Perciò custodisco un fuoco ardente e distante.

diluvio

Nei tuoi occhi bevo un diluvio d'amore perciò mi domando che traccia al mondo lascerà quando tu sarai più lontana e a me più cara e rimpiangerò quel che non ti ho dato e non ho preso o forse fiero

L'Ultimo Bacio

Non hai raccolto il mio ultimo bacio quello del dolore e del rimpianto. Ancora ti aspetta mentre io scruto il tuo sguardo e mi domando se quando sarai vecchia ti ricorderai che ti ho tanto amata.

Limbo

Sono disceso al limbo del ricordo, Vi trovai il supplizio preparato, Là, fra profumi soffocati e lume sordo, Per il tappeto soffice d'un prato, Rividi molte e riconobbi donne Dolci e belle ed amate, da ogni lato. Alcune con, alcune senza gonne,- Qual con l'odor più del corpo preciso,- O nude e chiuse come le colonne.- Qualcuna con, qualcuna senza viso,- Tale appesa a un suo salto sù dal suolo,- Tal tartassata da un eterno riso,- O avvolte e maculate nel lenzuolo,- Tale scaduta in un russar tranquillo,- Tal tutta petto, o lombi o ventre solo,- O calza rotta alla caviglia,- o squillo D'un t'amo ancor dal labbro inseparato Come farfalla fissa sullo spillo. E le une alle altre stavano davanti, E questo era il supplizio preparato. E entravo con bastone e ghette e guanti, E questo era il supplizio preparato. Lanza del Vasto, Firenze 1927 Canzoniere del Peregrin d'Amore

Forse

Ti racconterei del sole che sul laghetto di Mediapark traccia un sentiero di luce tra le anatre assonnate alcune, altre affannate sull'acqua in parte ghiacciata. Dei giovani che ieri sera ridevano per strada con una birra in mano e questa mattina dormono sogni agitati da domande antiche, agitate come i rifiuti che il vento trascina. Ti racconterei le domande dei loro cuori muti, quelle stesse alle quali tu non credi ormai.

Terra Selvaggia

Immagine
Tu hai occhi che mostrano colori di una terra selvaggia e una bellezza disperata. Il primo giorno mi colpisti al cuore ché il dolore dal sonno desta. Perciò ti amai come la bruma del mattino, come un sogno inquieto. Il terzo giorno sul tuo volto di angelo udii il lamento che non da sola pure tutto intero piangi al destino muto. Perciò ti amai rincorrendo disperato il sogno che svanisce. Il quinto giorno mi mostrasti il sole alle tue spalle. Cinque giorni passati ma la tua bellezza fiorisce ancora e ancora splenderà bevendo lacrime e bruciando speranze.

Tace la casa

Tace la casa dell'eco dei tuoi tacchi e respiro grato di saperti lontana. Lontano e smarrito è l'amore che giurammo eterno. Povero è l'amore che non ama dell'amato il sogno e non attende lieto il vespero sospirando ancora rime baciate. Disperato amore di artigli armato, che figli non dona ma rapisce e non stupisce di due che rimproverano colpe altre e pesanti. Ascolta moglie il rimprovero dei morti a cui manca la vita e lascia la mesta compagnia dei vivi a cui manca la morte. La vita è bella soltanto se percorri ridendo il tuo unico calvario: lo so pesando il rancore che susciti quando cerchi di strapparmi alla mia propria croce. Oh amato destino!

dai monti

Scendemmo dai monti passo passo, dall'aria di cristallo, dalla luce senza macchia, dal silenzio e dal freddo, scendemmo alle nostre strade, polverose e trafficate, nel caldo e nel rumore. Saliremo ancora dove desidera riposare il cuore dopo aver ben pagato quaggiù.

Regina del mare

  C'è uno specchio di mare nell'alto Adriatico dove la laguna dorme tra due strisce di terra. La regina sogna carezze di onde e di vento mentre chi siede sulla riva respira dolce salsedine e ascolta voci perdute. Raccontami regina del mare gioie e dolori, raccontami fatiche e speranze, raccontami vite perdute e salvate.

DICHIARAZIONE ANTICIPATA DI TRATTAMENTO

 (ALIAS TESTAMENTO BIOLOGICO) Prego Dio di liberarmi dalla morte improvvisa e di concedere di prepararmi ai miei ultimi istanti. Ma se dovessi fare un colpo o un infarto, non agitatevi. Non fatevi prendere dall'angoscia e dalla fretta, non caricatemi su un'auto o un'ambulanza per correre verso un ospedale. Se sarà possibile fare tutto con decoro e dignità, fatelo. Se potrete rianimarmi pregando, rianimatemi. Altrimenti pregate. Nella mia vita ho avuto molti momenti di pace e raccoglimento: non rovinate i miei ultimi istanti con la precipitazione. Sappiate che ho già vissuto a sufficienza e sono pronto quando verrà quel momento a dire: "Eccomi Signore". Lasciatemelo dire con il mio ultimo respiro. Ditelo insieme a me. Non affannatevi per strapparmi alla sorte a cui nessuno sfugge, non distraetevi e non distraetemi nell'ora dell'ultimo sì. Maranathà.

Silenzio

Solleva l'anima lo schermo fattosi nero e l'improvviso eppure atteso silenzio del processore. Ascolto da altre stanze altre uguali solitudini da meccanici rumori distratte. Sembriamo condannati a sfiorarci senza parlarci. Portando ciascuno un mondo di cui tacere. 09/11/08

Venezia 2012

Piove. La gente va a testa bassa tra calli bagnate. I turchi han preso Venezia e vendono kebab. Non c'è fede da difendere ma affari. Perciò si odia il vicino impoverito e si corteggia l'esotico sultano. Piccolo gregge diseredato erede di grandi patrimoni silenzioso e sperduto tra la folla foresta. Solo forse gioia lo sguardo della nera madonna sul Figlio nel tempo ancora smarrito.