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Il secolo comunista

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Se non fossero stati uccisi Banci Carlo oggi avrebbe 90 anni, Andrisano Fernando e Panzanelli Roberto 97 (alla fine trovate chi sono e come sono morti). Va da sè che potrebbero essere morti nel frattempo ma ciò su cui mi sono trovato a riflettere in questi tempi di covid-19 è questo: Il secolo è il tempo che gli antichi consideravano il tempo della memoria, non si possono fare contratti con una durata maggiore di 100 anni. Si presume infatti che la memoria, o per aver vissuto direttamente a quel tempo o per averne sentito parlare da chi l'ha vissuto, non possa andare oltre. Oltre si va alla storia e all'opinione. Coloro che hanno ucciso Banci Carlo quando aveva 15 anni, avevano pressapoco la stessa età e quindi oggi sarebbero anche loro grossomodo attorno ai 100 anni. Con quella generazione, quella che nel 1945 aveva tra i 15 e i 20 anni, si estingue perciò la memoria di ciò che è successo allora. Quella generazione è quella che ha vissuto in pieno il...

La conversione ai tempi del covid-19

L'attuale pandemia sembra stia favorendo il riavvicinamento alla fede di larghi strati della popolazione o perlomeno una espressione più coraggiosa della stessa. A dir la verità questa esternazione, questo coming out, mi mette a disagio. Non è il cristianesimo che conosco io. La conversione cristiana che io conosco non è: "perdonami Padre perchè ho peccato". Questo è il figliol prodigo che torna a casa come era partito, convinto che il padre sia solo un ricco egoista, una mucca da mungere. La conversione cristiana è: convertiti e credi al Vangelo. Alla buona notizia. Credi che tutto è buono e tutto andrà bene. Ringrazia per la vita e per la morte, per la salute e per la malattia, e anche per il coronavirus. Perchè tutto è buono. Questo è il cristianesimo che conosco io. Anche la preghiera del papa in piazza San Pietro mi ha messo a disagio. Il cristianesimo che io conosco non è un uomo solo in una piazza deserta, schiacciato dalla forza del destino e del male. Non è ...

Un amore che finisce

C'è qualcosa più triste di un amore che finisce nell'odio, nel disprezzo? Eppure è quasi la norma, a guardarsi attorno, ed è tristissimo. Ripenso alla perdita dei miei genitori, di alcuni parenti, di alcuni amici. Ecco, l'unica perdita a cui forse posso avvicinarlo è quella di due amici suicidi. Lei una brillante dottoressa. La notte prima avevamo fatto la guardia insieme, la sera dopo non si è presentata alla riunione. Si era suicidata con il figlio al mattino. A distanza di 20 e più anni mi è rimasto un senso di delusione: non una parola, non un gesto. Forse che non avrei fatto qualsiasi cosa se lei mi avesse detto cosa le mancava? Poi un amico con cui avevamo fatto tanta politica insieme. Aveva progettato di entrare in seminario. Un giorno è sparito. L'hanno trovato mesi dopo in una grotta. Anche qui come un tradimento, come se avesse mancato alla fiducia che avevo in lui, nella nostra amicizia. Un amore che finisce nell'odio è simile. Lascia un dolore e ...

Invecchiare

Quando una amica ti regala un libro dal titolo "Invecchiare bene è un'arte" di Piero Rattin capisci che è ora di pensarci. Nel leggere quel libretto però me ne sono uscito piuttosto sconsolato. Se io mi devo preparare alla vecchiaia sono altri i binari su cui voglio andare. La saggezza antica ci ha già detto qualcosa: insegnaci a contare i nostri giorni, dice il Siracide, e giungeremo alla sapienza del cuore. E gli indù dividono la vita in quattro fasi: la giovinezza, da dedicare allo studio. La prima maturità da dedicare al lavoro e alla famiglia. La seconda maturità da dedicare alla politica. E la vecchiaia da dedicare alla filosofia. La filosofia, che è anzitutto uno sguardo razionale sul reale. E la prima cosa che ci dice la ragione è che la nostra vita è un breve intervallo tra due eternità. Un nulla, il giorno di ieri che è passato. Un turno di veglia nella notte. La cosa più importante è l'eternità che ci attende, non questa breve parentesi. Questo non ...

Nostalgia 1

Cosa stiamo perdendo Attendendo distanti Questo tramonto? Cosa perdiamo Lasciandoci sorprendere Soli dall'alba? Soli comunque Anche nella folla Di folli amanti. Cosa stiamo perdendo Cuore mio, piccola mia? Quel tesoro Che dona il perdono, Quel tesoro di gioia Cuore mio, piccola mia, Se ne va consumato Da inutili, stupidi rancori.

Non ci abbandonare nelle mani dei vescovi

Una amica che non ha mai letto la Bibbia mi dice che, se gliela regalo, la legge. Le ho perciò acquistato La Bibbia - Via Verità e Vita, ed.San Paolo 2012, Versione Ufficiale della Conferenza piscopale Italiana. Ovviamente sono preoccupato del politically correct, so bene che ci saranno alcune "correzioni". Vado perciò a colpo sicuro su Mt 6, 13: "e non abbandonarci alla tentazione". Cvd (come volevasi dimostrare): ormai il neoterismo ha permeato la chiesa fin nelle midolla, non è una sorpresa, va bene. La sorpresa viene dalla nota a fianco: " <Non ci indurre in tentazione> è traduzione più letterale del greco. L'espressione di forte impronta semitica, vuole salvaguardare il dominio di Dio anche sul male, così da evitare ogni dualismo, ma vuole pure evocare la tentazione-prova: il senso, perciò, è quello dell'implorazione a Dio perchè non ci esponga alla tentazione del male e della prova e comunque, in esse, sempre ci sostenga. Perciò si prefe...

Cattiveria

La logica è che io sono buono e faccio cose buone, gli altri (o almeno alcuni altri) sono cattivi e fanno cattiverie. Ma il presupposto base su cui ogni valutazione di valore delle mie e altrui azioni così come della mia e altrui bontà, è la coscienza. Cioè, o io sono cosciente di ciò che sono io, e forse di conseguenza di ciò che sono gli altri, o non sono cosciente di nulla e i miei giudizi sono parole al vento. Ora: la coscienza. Cos'è questa cosa di cui ciascuno si ritiene portatore a priori e senza alcuna necessità di verifica? La coscienza per essere ha bisogno di almeno due pre-requisiti. Primo: non c'è coscienza senza coscienza del Giudizio. Se l'io non è fermamente convinto che prima o poi dovrà rispondere ad un giudice che non ammette imbrogli, falsità, sotterfugi, tangenti, un giudice onnisciente e infallibile i cui criteri non sono i nostri criteri, che non ha alcuna ragione per compatire e/o scusare i nostri limiti, allora l'io non è cosciente. Non c...