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Le ossa e l'anima

Capita in un paesino della Valpolicella che un volenteroso parroco restauri la chiesa. Grandi lavori, l'umidità ha corroso i muri e i pavimenti, il piano stradale si è innalzato di una decina di metri sopra le fondamenta originarie, l'impianto di riscaldamento va demolito e rifatto. Bravo, molta buona volontà, certo. Sotto il pavimento si trovano otto casse: sei piene di ossa, due quasi vuote. Il bravo parroco le fa trasferire al cimitero ed assicura ad esse adeguata collocazione. Adeguata collocazione? Ma quale collocazione è più adeguata per le ossa dei nostri morti che la chiesa parrocchiale dove la comunità celebra l'eucarestia nei giorni feriali e festivi? Di fronte a questi fatti appare chiaro che la fede è svanita anzitutto nei preti: non sono ossa che meritano un pur encomiabile rispetto. Sono le ossa di anime immortali che in questo momento ci guardano dal cielo e partecipano alla nostra vita, condividono le nostre sofferenze, gioie, speranze, tifano per noi...

Teologia matrimoniale ad usum clericos

Non c'è nulla di più sconcertante di sentire i preti che parlano di matrimonio. Trita e ritrita improbabile retorica sull'amore e sul sacrificio che ha trasformato in pochi decenni l'Italia in un paese che fu cattolico. Tutti d'accordo sul fatto che la famiglia è importante e bisogna sostenerla ma ben pochi si domandano se tra le prediche dei parroci e la crisi della famiglia ci sia una qualche relazione. Mi urge provare a dire il mio punto di vista. Urge, non perchè abbia qualche competenza, ma perchè faccio fatica a restare ancora zitto quando è così chiaro il pasticcio. A distanza di qualche decennio dal fatale si mi rendo sempre più conto che aveva ragione Pasteur quando diceva che per arrivare alla verità serve tanta osservazione, tanta esperienza e poco ragionamento. Io voglio partire dalla mia esperienza e da quel che ho visto io, senza lasciarmi intimidire dalle dotte dissertazioni teologiche di questo e quello. Anzitutto chiariamo: la verginità è meglio. ...

Vivere

La vita ci è data per innamorarci di Dio.

Ipocrisia clericale

In attesa del giubileo della Misericordia e del sinodo sulla famiglia con la revisione della prassi nei confronti di separati-divorziati-risposati, l'unica definizione che mi sfiora per quel che riguarda il comportamento dei preti è: ipocriti! Qualsivoglia atteggiamento nei confronti della famiglia (ma direi in assoluto perlomeno nel nostro universo) non può prescindere da tre cose: la legge, il giudice, la sentenza. Per quel che riguarda la famiglia, la pastorale clericale dopo aver gettato alle ortiche l'insegnamento di San Paolo, San Pietro e tutti i padri apostolici (ci mancasse che qualcuno li accusasse, i preti, di essere reazionari quando ricordano alle mogli che devono obbedire ai mariti!) ha pensato di riempire il vuoto con patetici appelli al buonismo e all'amore. Sentimenti e passioni molto nobili ma pressochè irrilevanti dal punto di vista di una qualunque legislazione che debba dare regole precise ad una qualche comunità umana. In particolare quando si parl...

Vuole Istruzioni

...: Capo... ...: Che c'è? ...: Quel tale chiede istruzioni. ...: Quale tale? ...: Quello, quel tale che sta divorziando. ...: Ancora lui? Ma insomma, non mi sono spiegato? ...: Si, Capo, ma lui insiste. ...: Senti, Michele non mi scocciare. Cosa c'è di difficile da capire? Arcangelo Michele: Capo, il fatto è che quello insiste. Padreterno: Insomma, l'ho detto e ripetuto. Niente, non deve fare niente. Semplice, no? Una volta gli uomini facevano cose grandiose, cattedrali, libri, grandi capolavori. Oggi fanno difficoltà anche a non fare niente. Ma che gli è successo? Arcangelo Michele: però Capo, il fatto è che ... Padreterno: il fatto? i fatti possono essere o che tu non hai capito, o che non sai spiegarti o che quello è proprio scemo! Arcangelo Michele: Capo, non per orgoglio, ma sono un Arcangelo! In tutto l'universo siamo solo in tre. Consenta. Credo di avere capito e anche di essermi spiegato. Ciononostante quel tale insiste che vuole spiegazioni. Padr...

Giuseppe padre di Dio

Affermare che Giuseppe è padre di Dio suona blasfemo, eppure è tanto vero quanto l'affermazione che Maria è la madre di Dio. Non si può sostenere una di queste affermazioni senza sostenere l'altra, nè negare una senza negare l'altra. Da un punto di vista naturale e razionale, Maria differisce nel rapporto col Figlio da qualunque altra madre, tanto quanto differisce Giuseppe: il rapporto sessuale. Ciò che c'è in qualunque altra coppia, ultimamente più o meno egregiamente sostituito da pratiche artificiali, e che manca nella coppia di Nazareth. Ma accettata questa differenza, tra Maria e Giuseppe non ve ne sono altre. Maria ha fornito al figlio metà del proprio patrimonio genetico e l'ha ospitato nell'utero, così come qualunque altra donna. In nessun caso ha potuto fornire al figlio quel cromosoma Y indispensabile per farne un uomo maschio. Perchè anzitutto Maria era vera donna: se fosse stata portatrice di una qualche alterazione genetica e avesse ospitato a...

Quanto costa

Scoprirai quanto costa ridere quando vorresti piangere, combattere quando vorresti morire. Scoprirai quanto è triste la mia gioia, quanto amara la mia tristezza. Quanto è faticoso svegliarsi senza speranza, dormire senza sognare. Perchè è più facile correre senza gambe, lavorare senza mani, vedere senza occhi, che vivere con un cuore malato.